giovedì 1 dicembre 2022
S. Fiacre Patrono dei sofferenti di emorroidi.
Le correlazioni tra Santi e malattie erano basate sulla vita, le malattie e le modalità della morte di questi Santi Patroni. Per le emorroidi era invocato S. Fiacre, Monaco irlandese del VII secolo, vissuto a Meaux in un Monastero del sud della Francia, nella regione del Brie, dove nel 1970 è stato celebrato il 13° centenario, la cui vita e i cui miracoli sono raccontati in alcuni libri nel IX secolo. La sua fama attirava molti pellegrini intorno al suo Monastero, i quali speravano di ottenere un miracolo dalla sua intercessione, e si accrebbe ancor di più dopo la pubblicazione di un libro sulla Sua vita nel 1188 e dopo l’erezione di un Santuario con le Sue reliquie nel 1234. La Sua popolarità fu tale che a molti neonati si dava il Suo nome di battesimo. Egli era considerato anche il Patrono delle emorroidi e la sua immagine veniva invocata dai sofferenti di “tumori” a forma di fico, detta appunto anche “malattia dei fichi”, i quali crescevano nelle parti vergognose posteriori del corpo, definiti appunto col nome di “malattia di S. Fiacre”, mentre il Santo veniva chiamato anche “il Medico dei fichi”. Ma Egli veniva considerato Patrono anche dei sofferenti di altre patologie, come le emorragie, i tumori, le ulcere, le dissenterie, le malattie urinarie, la lebbra e la sterilità. Quanti abbiano invocato S. Fiacre, il piccolo Monaco con la spada, per esorcizzare il loro “posteriore” non è possibile stabilire. Uno dei più noti miracolati da S. Fiacre fu Geoffroy de la Chapelle, all’inizio del XIII secolo, un ufficiale della Corte del Re Luigi IX (1214-1270), il re Santo, canonizzato da Papa Bonifacio VIII perchè'promosse le prime 2 crociate in Terrasanta. L’alto ufficiale soffriva di un “fico” che non gli consentiva di sedersi e, soprattutto, di andare a cavallo, il maggior inconveniente per un Cavaliere. Egli si recò presso il Santuario di S. Fiacre, dove invocò il Santo e fu guarito. Devoti di S. Fiacre furono molti altri uomini e donne illustri. La regina francese Anna d’Austria chiese la sua intercessione per la nascita di suo figlio Luigi XIV, il futuro Re Sole, e successivamente fece anche un pellegrinaggio al suo Santuario per invocare la guarigione di una fistola anale di suo figlio. A questa malattia non sfuggì neanche Napoleone Bonaparte: sembra infatti che subito prima della battaglia di Waterloo egli ebbe un severo attacco di emorroidi trombosate e prolassate, che avrebbero fortemente compromesso le sue condizioni psicofisiche. Malati di emorroidi di stirpe elevata se ne ricordano molti altri Otto II (955-983), Imperatore del Sacro Romano Impero, sembra sia addirittura morto per una emorragia da emorroidi sanguinanti. Enrico VI (1421- 1483) e Giacomo I d’Inghilterra (1566-1625), Luigi XI di Francia (1423-1483), Martin Lutero (1483-1546), Federico il grande di Prussia (1712-1786) soffrivano anche loro di emorroidi sanguinanti. Il Cardinale Richelieu (1585-1642) soffriva di emorroidi complicate anche con fistola e prolasso rettale. Copernico (1473-1543) e il compositore Meyerbeer (1791- 1864) ne soffrivano an- ch’essi. Casanova (1725-1798), durante la sua prigionia nei Piombi di Venezia, soffrì molto per le emorroidi. Don Giovanni d’Austria (1545-1578), il vincitore della Battaglia di Lepanto contro i Turchi, morì poco dopo un’operazione eseguita per emorroidi giganti. Tra i Presidenti degli Usa, Thomas Jefferson e Jimmy Carter hanno lamentato tali disturbi. Ma il potere di S. Fiacre poteva anche essere punitivo, come nel caso di Enrico V (1387-1422), re inglese che andò in Francia con il proposito di rubare le reliquie del Santo e sembra che sia morto poi proprio per le sue emorroidi. Molti parigini si recavano in pellegrinaggio al suo Santuario, poiché la malattia allora era molto dolorosa e le cure scarsa-mente efficaci, per cui molti pazienti preferivano mettersi nelle mani di S. Fiacre. La carrozza francese denominata “fiacre” prese appunto questo nome perchè veniva usata dai parigini per trasportare le reliquie del Santo nel XVII secolo. Alcuni malati guarivano durante e dopo i pellegrinaggi al Santuario, che si facevano soprattutto il 30 agosto, giorno della morte del Santo. Particolare curioso da ricordare è che queste guarigioni venivano registrate e attestate da un notaio fino al 1762. Questo Santo è ricordato ancora oggi in Francia e in Austria anche come il Santo delle erbe (come i fiori del “verbascum thapsus”), erbe con le quali venivano confezionati dei lassativi.
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