giovedì 1 dicembre 2022

LE ULTIME RAGIONI BIOLOGICHE DELLA VACCINAZIONE

Prof. E. BERTARELLI
Professore d'igiene nella Regia Università di Parma

RASSEGNA DI CLINICA, TERAPIA E SCIENZE AFFINI
Gen/Feb 1912

Poco più di un secolo è trascorso dal giorno nel quale Jenner introduceva nella pratica la vaccinazione. Il destino ha voluto che proprio a distanza di un secolo e mentre più alto e ragionato è il riconoscimento dei meriti di questo medico che ha fatto all’umanità tanto bene con così poco desiderio di onori e di riconoscenza, sorgessero più vive le critiche di coloro che o in mala fede o per ignoranza negano al vaccino ciò che al vaccino spetta, e proprio in questa occasione quasi a neutralizzare gli omaggi resi dai posteri alla memoria di Jenner si fonda e si cerca attivare una lega internazionale contro la vaccinazione. Il pubblico che è molto diffidente in materia di medici e di medicine questa volta ride meno del solito, perché se è lecito scherzare sulle debolezze degli uomini che comandano ai rimedi qualità e benefici che le medicine non posseggono e non possono dare è molto poco logico e poco lieto che la collettività valendosi della legge e della prepotenza degli ordinamenti sociali obblighi (come fa appunto nella vaccinazione) a subire un rimedio sia pure preventivo mentre non è sicura o mentre si dice non sia sicura della natura e degli effetti del rimedio stesso.Per questo il pubblico innanzi alle urla indignate degli antivaccinisti che dalla Inghilterra ove si erano ridotti cercano spargere l’azione loro un po’ ovunque si domanda se noi medici sappiamo bene ciò che compiamo colla vaccinazione e si chiede se per accidente non è questa della legge sulla vaccinazione la prepotenza maggiore compiuta dalla collettività a danno dell’individuo. La stessa sorte la quale ha voluto che il centenario di Jenner coincidesse con la ripresa più attiva ed estesa della lotta contro il vaccino ha pure voluto che portasse la migliore e più completa dimostrazione della illogicità della vaccinazione. La logicità non vuole ancora dire la utilità: ma la prima grande ragione di un rimedio è quello di essere logico. In secondo tempo converrà a vedere se il rimedio oltre essere logica ed innocuo è anche veramente utile, così come noi riteniamo che in un incendio in tesi generale sia logica la somministrazione dell’acqua contro l’estendersi delle fiamme. Ora se è possibile oggi discutere ancora intorni» alla efficacia ilei vaccino e della vaccinazione, se è possibile nei singoli casi di epidemie discutere quale parte dei benefìci della difesa spetti al vaccino e quale altra parte spetti ad altri interventi di carattere profilattico, su un punto non è più lecito discutere e cioè sulla reale logicità scientifica della vaccinazione, talché noi potremmo dire clic se oggi una commissione internazionale di difesa contro il vaiolo fosse invitata valendosi de sussidi sperimentali a indicare alle società civili un metodo pratico e scientifico di vaccinazione, la commissione finirebbe necessariamente per indicare la vaccinazione quale ora si pratica. E’ ben nota la origine del procedimento di Jenner. Sul finire del penultimo secolo era opinione popolare in molti distretti rurali inglesi che i mandriani i quali per accidente si fossero infettati di quella malattia della vacca che gli inglesi denominano cow-pox e i popoli latini denominano vaiolo vaccino, rimanevano resistenti contro il vaiolo. Jenner fece diverse prove accertando che il cow-pox veramente può essere inoculato senza pericolo all'uomo ottenendosi sempre una unica pustola al punto di innesto senza pericolose generalizzazioni verificando ancora che realmente una volta inoculato il cow-pox l’uomo non è recettivo per il virus vaioloso. La scoperta che he io ho solamente sintetizzato non ripetendo i dettagli storici delle diverse prove di Jenner perchè universalmente note, si diffuse con una enorme rapidità. Si può dire che in meno di due unni la vaccinazione fosse provata e diffusa in tutti i paesi europei, ed i vantaggi apparvero allora cosi grandi e reali che non fa meraviglia trovare come Napoleone I avesse in tale estimazione Jenner da accettare durante il famoso blocco europeo diretto a fiaccare l’Inghilterra, le lettere di Jenner come dei veri salvacondotti. Nel 1803 il vaccino (che era allora preso quasi universalmente da individui vaccinati con passaggio da braccio a braccio veniva portato in America. Una flotta spagnola era adibita a questo viaggio scientifico che rimarrà celebre nella storia della medicina; partiva attraversando l'Atlantico, toccando dapprima Teneriffe poi portandosi al golfo del Messico, poi dirigendosi in parte al Brasile e al Plata, mentre una parte della fiotta rivolgeva le navi verso il Canada. Successivamente la flotta che si era diretta al sud girava lo stretto di Magellano e toccava tutti i paesi della costa pacifica. Le relazioni del viaggio ripubblicate in questi ultimi tempi dicono gli onori e la gioia con le quali negli Stati americani il vaccino fu accolto. A Santiago del Cile onori quasi regali accolsero la linfa e l'arcivescovo alla testa del clero si recò a riceverla dalle mani degli inviati del re di Spagna. L’America che dopo la scoperta di Colombo aveva pagato un cosi feroce tributo al vaiolo era logico si commovesse ancora più dell’Europa all'arrivo di un mezzo di prevenzione che allora deve essere sembrato miracoloso. Nel Canada in breve si videro i benefici della vaccinazione per modo che a distanza relativamente breve di tempo i capi indiani entusiasmati per il successo inviavano in Inghilterra a Jenner una cintura di amicizia ringraziandolo con commosse parole dei beneficio che egli attraverso allo spirito divino aveva rivelato e donato all’umanità. Questi ricordi e gli accertamenti della statistica non hanno però impedito che si negasse da qualche ignorante la logicità della vaccinazione e che si accusasse il metodo come empirico e non rispondente ai principi biologici. La quale accusa diventa naturalmente molto più grave allorquando si tenga presente che la vaccinazione non è tollerata come sono tollerati molti rimedi, ma in tutti gli stati civili è imposta per legge. In Inghilterra più che altrove le lagnanze contro quella che si è voluto definire come una prepotenza della collettività hanno avuto credito così rive è stato possibile agli antivaccinisti strappare una legge che esime dalla vaccinazione coloro che sotto giuramento dichiarano all’autorità di non credere alla vaccinazione e di non potere quindi in coscienza sottostare alla pratica della legge. Proprio in questi ultimi tempi però si può dire che il ciclo «della discussione sulla logicità o meno della vaccinazione si e chiuso. Se intorno alla benefica influenza esercitata dalla vaccinazione fosse anche lecito discutere e dubitare, su un fatto però non sarebbe oggi più logico discutere e dubitare, e ciò è della logicità di questo processo. L’accusa più netta lanciata contro la vaccinazione consiste in ciò, che si è detto non sapere noi che cosa si introduca sotto pelle allorquando inoculiamo il vaccino. In realtà Jenner non aveva conoscenza sulla reale natura del vaiolo e del vaccino e nel raccomandare il vaccino come metodo di immunizzazione contro il vaiolo partiva soltanto dai fatti provati i quali gli dicevano che gli individui vaccinati non erano più capaci di ammalare di vaiolo. Ma oggi e il fatto è di capitale importanza per tutta la vaccinazione e per la giustificazione sociale di fronte ad una legge che si è voluta dipingere quale il portato dell’empirismo noi sappiamo assai bene che cosa è il vaccino. Già tre anni sono i ricercatori tedeschi avevano detto di essere riusciti ad ottenere del vaccino servendosi addirittura di materiale vaioloso, e cioè avevano affermato in altri termini che il vaccino non è in fondo se non del vaiolo. Ben inteso del vaiolo modificato perchè anche i più feroci nemici della vaccinazione non sono mai giunti ad affermare che in effetto il vaccino abbia mai occasionato delle epidemie di vaiolo. Però su queste conclusioni e sulla identità del vaiolo e del vaccino molti sollevarono dei dubbi, affermando specialmente che si erano nelle prove dirette a questa affermazione commessi degli errori grossolani senza dei quali non si sarebbe certamente stabilita l’affermazione stessa. Nell’autunno 1911 i direttori di istituti vaccinogeni di tutte le parti del mondo convenuti a Dresda (e tra questi se ne trovavano di opinioni scientifiche disparatissime) esponendo le ricerche eseguite un po’ ovunque constatarono come da tutte derivasse la prova completa clic in realtà il vaccino non è che un vaiolo attenuato. Tanto è vaiolo attenuato che inoculando il pus vaioloso bene ai bovi e facendo su di essi in serie tre passaggi si vede molto bene come il pus vaioloso mm diventi altra cosa che del vaccino. E questo vaccino ottenuto partendo dal pus vaioloso è vaccino ben definito con tutte le caratteristiche proprie del vaccino, con tutti i fenomeni che accompagnano la pustola vaccinica. Se in fatto si prende del pus vaioloso e lo si inocula serialmente nella vacca si può essere sicuri di ottenere al terzo passaggio un materiale che non è altra cosa se non del vaccino e che mai più si trasmuterà in vaiolo. Non diversamente succede se il pus vaioloso viene passato nelle scimmie inferiori, anche in questo caso si osserva con non poca meraviglia che il virus vaccinico e vaioloso si comportano allo stesso modo. L'unanimità delle affermazioni in tale materia da parte dei ricercatori che si occupano di vaccinazione e di vaccino toglie ogni dubbio che si tratti di un errore o di una osservazione accidentale: il fenomeno è veramente generale e oggi si può ripetere alto che il vaccino che da un secolo noi usiamo per difenderci contro il vaiolo è veramente del virus vaioloso attenuato e dobbiamo in conseguenza concludere che è logico e rispondente alle vedute scientifiche usare questo materiale per immunizzare contro il vaiolo. La constatazione ha un altro valore di carattere scientifico. Alcuni lettori ricorderanno le discussioni sollevate a proposito dell’alastrim e cioè di quella speciale forma di vaiolo attenuato che secondo alcuni è una malattia a sé, secondo altri è una malattia indipendente dal vaiolo. Ora senza cercare di risolvere la questione con dei ragionamenti, poiché le questioni biologiche si risolvono specialmente colla osservazione diretta clinica e sperimentale, si può pere» pensare che si possa avere nell'alastrim lo stesso reperto sperimentale del vaiolo anche se clinicamente la malattia è diversa costantemente. Poiché se è vero che il vaiolo e il vaccino sono tra di loro uguali dal punto di vista eziologico, non è però meno vero che nelle manifestazioni sono due forme di malattia nettamente diverse, e sarebbe assurdo attraverso alla unità della cura prima dire che il vaccino è il vaiolo o viceversa. In questi ultimissimi tempi si è andati oltre nelle constatazioni di carattere sperimentale e si è perfino visto che il vaiolo delle pecore non deve essere in ultima analisi altra cosa se non il vaiolo dell’uomo e dei bovini differenziato. Certo è che un ricercatore francese ben noto a quanti studiano il vaccino, lo Ghaumier, è riuscito servendosi di vaiolo della pecora a ottenere nell'uomo la pustola vaccinica netta con tutte le sue caratteristiche, e Chaumier ha visto che già nel 1822 un medico italiano, certo Marchelli di Genova, per fare fronte alle grandi richieste di vaccino che in allora si facevano da ogni parte sotto la influenza della recente scoperta di Jenner aveva pensato di usare il vaiolo della pecora per le inoculazioni ed aveva infatti verificato che col materiale della pecora si riesce in effetto a dare la pustola vaccinica, tantoché le incisioni dell’epoca mettevano in caricatura il buon medico intento a trasportare le pustole dalle pecore all'uomo. La conclusione di tutto questo capitolo di litologia sociale è facilmente tirabile. Se ieri era lecito al di là della statistica dubitare della logicità della vaccinazione. se sulla Inuma tecnica seguita da Jenner era lecito avere dei dubbi, oggi i dubbi logici non reggono più. Oggi indipendentemente dalle constatazioni della statistica la vaccinazione non si presenta alla più severa critica sperimentale come un procedimento di grande logicità, e razionalità e |»er questo soltanto la pratica meriterebbe ili essere giudicata ih modo ben diverso da quanto non la giudichino coloro die pei* ignoranza o per malafede hanno assunto la lotta contro la vaccinazione come scopo della vita. Non è nel carattere di un giornale politico occupare spazio per le esportazioni di natura demografica dalle quali sarebbe facile trarre 1‘altra conseguenza che non solamente la vaccinazione é razionale, ma che essa è ancora efficace praticamente e che cosi bene serve che gli stati ben vaccinati sono sempre gli stati protetti contro il vaiolo. Ma intanto questo giova mettere  nella mente del pubblico, che le scoperte e le constatazioni biologiche degli ultimi anni non soltanto nulla hanno portato contro la vaccinazione, ma hanno invece costrutto una magnifica base scientifica a questo procedimento. E mai come oggi la figura ilei modesto medico inglese che ha fatto tale dono all’umanità ila garantirsi La riconoscenza del mondo civile nei secoli, mai come ora ne appare India di quella luce che viene soltanto dalla qualità, così come mai in passato come ora te leggi dei popoli civili sulla vaccinazione si presentano alla nostra mente non come bestiali imposizioni della collettività prepotente ossessionata dalla paura del vaiolo. ma come leggi benefiche e logiche di difesa posanti su quello che l’osservazione ed il ragionamento ne rivelano come verità.

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